La recente vicenda di cronaca che ha portato un collega farmacista ad essere indagato per aver dispensato farmaci in tabella stupefacenti senza ricetta ha condotto la nostra Associazione Afant Arezzo (associazione farmacisti non titolari della provincia di Arezzo) ad una riflessione  sulle nostre responsabilità professionali e ha generato un quesito che vogliamo porvi. 

Spesso in farmacia arrivano pazienti con dimissioni ospedaliere senza essere accompagnate da opportune ricette, questo documento  non rappresenta una vera e propria prescrizione, ma un indirizzo terapeutico al medico curante ai fini della conseguente prescrizione. Da sempre questa situazione rappresenta un momento critico per il farmacista che, se rispetta la legge, non può dispensare il medicinale né a carico del SSN né a carico del cittadino, provocando il malcontento del paziente, infatti è obbligato a chiedere al paziente di rivolgersi, alla guardia medica o all’ospedale per ottenere la ricetta  ma, dato orario, giorno (spesso festivi e prefestivi) e carattere di urgenza della dimissione, a volte non è possibile con  la consapevolezza e il rammarico di non soddisfare nell’immediato, i bisogni terapeutici del paziente. Se invece provvede alla dispensazione ritirando copia o originale del documento commette comunque un illecito e si espone alle conseguenze del caso, considerando anche che trattenere la lettera di dimissione stessa, oltre che inutile ai fini legali, rappresenta una violazione del diritto alla riservatezza del paziente, violando la privacy del paziente.

 In caso d’urgenza con la presentazione del solo documento di dimissioni, come dobbiamo comportaci in particolare quando vi siano prescritti farmaci che richiedono ricetta non ripetibile ricetta, da  trattenere originale in farmacia? Come possiamo tutelarci e rispettare allo stesso tempo i bisogni terapeutici del paziente?  

Date queste considerazioni emerge la necessità di implementare la sinergia tra ospedali e presidi territoriali , tra cui le farmacie. Si chiede infine agli uffici responsabili di far presente ai medici prescrittori ospedalieri che le farmacie convenzionate del territorio  non possono erogare il medicinale a seguito della sola presentazione della lettera, e che all’atto della dimissione, il paziente abbia in proprio possesso tutte le ricette necessarie all’approvvigionamento dei farmaci nel territorio secondo le normative vigenti con particolare riguardo alle giornate prefestive, festive e durante le ore notturne.

Attendendo un vostra risposta, porgiamo i più cordiali saluti

Il presidente di A.FA.N.T Arezzo 

Dr.ssa Francesca Granelli

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