Da Afnt Torino
CRITICITA’ ENPAF E COSTI DELLE QUOTE OBBLIGATORIE PER I FARMACISTI NON TITOLARI
CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ PER GLI ISCRITTI ALL’ALBO DAL 2004
Solidarietà 3%
- c.solidarieta’ 3%: €132,00
- assistenza: €29,00
- maternità: €15,00
- totale: €176,00
Si sottolinea come la quota di €132 sia totalmente a fondo perduto per coloro che iscritti all’Albo dopo il 2004 hanno optato per la riduzione al 3%.
DISOCCUPATI:
- In stato di disoccupazione il farmacista deve comunque continuare a pagare la quota ENPAF, anche se ridotta.
- la riduzione del contributo di solidarieta’ all’1% e’ possibile solo per gli iscritti all’Albo dal 2004 in poi, tutti gli altri farmacisti disoccupati devono continuare a pagare la quota ridotta al 15% se vogliono mantenere l’iscrizione all’Ordine.
- dopo 5 anni di disoccupazione il farmacista deve pagare la metà della quota intera, con la conseguenza di doversi cancellare dall’Ordine auto-espellendosi dal mondo del lavoro.
Il disoccupato cancellatosi dall’Albo diventa meno competitivo nella ricerca del lavoro nei confronti di chi è già iscritto. Tra le conseguenze della cancellazione dall’Ordine a causa del costo dell’Enpaf, vi e’ anche un venir meno dell’aggiornamento professionale da parte del disoccupato, cosa che non ne facilita di certo il reinserimento lavorativo.
DISOCCUPATI E CONCORSI
Dopo 5 anni di disoccupazione chi è costretto, per motivi economici, a cancellarsi dall’Ordine professionale per non pagare l’Enpaf, non si espelle solo da mondo del lavoro, ma anche da quello concorsuale.
Si ricorda infatti che l’iscrizione all’Ordine dei farmacisti è requisito necessario in un concorso per assegnazione di una sede farmaceutica:
al momento della presentazione della domanda
al momento dell’eventuale assegnazione della sede farmaceutica
BORSISTI
Devono pagare la quota intera ENPAF a fronte di redditi annuali di circa 10.000 € lordi.
I sussidi previsti da Enpaf per tali forme contrattuali, prevedono redditi familiari talmente bassi da essere difficilmente usufruibili da parte dei farmacisti borsisti.
LAVORATORI PARASUBORDINATI
La quota previdenziale Enpaf, obbligando i lavoratori parasubordinati ad una contribuzione fissa ( €4442 la quota intera per l’anno 2014), penalizza fortemente quei farmacisti che, con tali contratti guadagnano cifre molto basse (che si aggirano spesso intorno a 1500€ lordi mensili) e risulta sproporzionata rispetto al reddito percepito.
Ciò penalizza i farmacisti, rispetto ai laureati di altre facolta’universitarie, nell’accesso lavorativo con queste forme contrattuali, di fatto molto usate nella ricerca.
PRECARI E NUOVE FORME DI LAVORO A TERMINE
Quei farmacisti che, iscritti all’Ordine prima del 2004, non riescono a stipulare contratti superiori a sei mesi e un giorno, non avranno conteggiato l’anno come attività professionale e quindi lo perderanno in termini di anzianità professionale (ricordiamo che sono necessari almeno 20 anni di attività professionale e 30 di versamenti, per avere diritto alla pensione Enpaf). Quindi questi colleghi, a fine carriera, difficilmente riusciranno a maturare i requisiti per percepire la pensione Enpaf e di conseguenza, senza i requisiti, non solo non avranno diritto alla pensione Enpaf, ma neanche alla restituzione dei contributi versati dopo il 2003
PART-TIME
La quota ridotta all’85% per gli iscritti all’Ordine prima del 2004 e’ insostenibile per i farmacisti dipendenti part-time.
Ricordiamo che tale quota per l’anno 2014 e’ di € 704€, mentre uno stipendio part-time di un farmacista collaboratore di solito non supera mai i 1000€ netti mensili. Questo significa che il farmacista part-time devolverà una mensilità annuale, solo per il pagamento della quota Enpaf e tassa Ordine.
STAGE
Abbiamo avuto segnalazioni, a livello nazionale, di colleghi che hanno intrapreso stage “postlaurea” e si sono visti recapitare cartelle ENPAF con metà della quota intera, per non essersi iscritti al centro per l’impiego durante lo stage, perché lo stage non è riconosciuto come esercizio della professione. La stipulazione di uno stage post laurea dovrebbe essere sufficiente a garantire il pagamento della quota ridotta Enpaf.
CRITICITA’ PER I FARMACISTI PENSIONATI
Se i farmacisti pensionati vogliono mantenere l’iscrizione all’Ordine devono pagare la metà della quota intera ENPAF